Recanatese: Palmieri, la ciliegina sulla torta di una grande stagione.

Con la vittoria sul campo di Giulianova, la Recanatese ha chiuso una stagione da incornicare, che potrebbe essere definita da record. Ebbene si, perchè grazie alla vittoria al Fadini la formazione allenata da Amaolo ha agganciato la quinta posizione in classifica, posizionamento in assoluto mai raggiunto dalla Recanatese in serie D. Ma non è finita qui. Con cinquantatre reti all’attivo la Recanatese ha battuto il suo record di segnature in D ed anche la differenza reti (+14) è tra le migliori. In ultimo, ma non certo per importanza, anche l’enorme soddisfazione di aver lanciato un giovane del vivaio che dal prossimo anno vestirà la casacca di una squadra professionistica. Stiamo parlando ovviamente di Federico Palmieri, classe 1995, che quest’anno ha trovato la sua consacrazione in prima squadra grazie a dodici reti, sette rigori procurati ed ottime prestazioni che hanno attirato su di lui le attenzioni di diversi club di serie B. Uno di questi, il Carpi, ha trovato l’accordo con la società giallorossa e dalla prossima stagione Palmieri sarà un calciatore professionista. Abbiamo scambiato qualche battuta con il diretto interessato

 

Dopo diversi contatti con società professionistiche, giovedì si è concretizzato quello che può essere definito un sogno per qualsiasi calciatore che gioca nei dilettanti: diventare un giocatore professionista. 

 

Sinceramente sono ancora un pò frastornato, devo realizzare ancora questa grande opportunità che mi è stata offerta. Quando ho saputo dalla società che c’era un interessamento da parte di diverse squadre professionistiche, ho sempre cercato di rimanere con i piedi per terra e fare il mio dovere senza farmi troppe illusioni

 

Una dedica in particolare per questo importante traguardo?

 

Ai miei genitori che mi seguono sempre. Un ringraziamento particolare va alla società, ai miei compagni di squadra che mi hanno messo in condizione di fare bene e mister Amaolo che ha creduto in me dandomi spazio. Certi risultati non si raggiungono da soli e per questo credo sia giusto condividere con tutti loro questo bel momento.

 

Cosa ti mancherà della Recanatese?

 

La Recanatese é l’ambiente ideale affinchè un giovane calciatore possa avere una crescita graduale, senza troppe pressioni e con una società presente e che non ti fa mai mancare nulla. Mi hanno detto che anche a Carpi il contesto è l’ideale per un giovane calciatore. Mi mancheranno i miei compagni con i quali si è creato davvero un ottimo feeling ed anche i tifosi che c’hanno sempre sostenuto in ogni campo, facendoci sentire il loro calore.

 

Quella conclusa domenica a Giulianova è stata un’annata positiva non solo per te ma anche per la Recanatese che ha raggiunto addirittura la quinta posizione in classifica. Qual’è stata la svolta di questa stagione?

 

La svolta vera e propria è stata la partita persa in casa con la Renato Curi. Era una gara sulla carta abbordabile e quella sconfitta (l’unica del girone di ritorno ndr) era stata una mazzata per tutto il gruppo. Da quel momento è scattata una molla e da quel momento in poi il nostro cammino è stato inarrestabile.

 

La gara che ti ha dato più soddisfazione?

 

La gara pareggiata ad Ancona difficilmente la dimenticherò. Eravamo dati per spacciati, i dorici erano già pronti per festeggiare, le gradinate del Del Conero erano gremite per quella che in fondo era una festa annunciata. Noi dovevamo giocare contro tutti e siamo riusciti a bloccare una corazzata come l’Ancona che ha meritatamente vinto questo campionato.

 

C’è un avversario che ti ha impressionato particolarmente?

 

Senza dubbio Degano dell'Ancora. Il suo passato illustre si nota subito in campo, ha grandi doti.

 

Qual’è il tuo compagno di squadra invece che ti ha impressionato di più?

 

Il mio idolo è Giorgio Galli, mi ha aiutato tantissimo. Ma non voglio fare torto a nessuno perchè tutto il gruppo è stato superlativo.

 

Mettendo per un attimo il calcio da parte, continuerai con gli studi?

 

Faccio l’ultimo anno di ragioneria e spero di essere ammesso agli esami di stato. Poi dovrò valutare quale università scegliere, ma non voglio fare programmi per ora.

Paolo Catena