Recanatese, bilancio positivo. Parola a Virgili

Per i colori giallorossi la stagione 2013/14 si è chiusa ufficialmente lo scorso martedì con i ragazzi della rosa che hanno svolto l’ultima seduta di allenamento allo stadio N.Tubaldi ed in serata squadra e dirigenti della Recanatese si sono ritrovati a cena per i saluti e brindare ad un’esaltante annata. Non potrebbe essere definita altrimenti la stagione che ha visto protagonista la Recanatese, andata ben oltre l’obiettivo salvezza con il raggiungimento della quinta posizione, cioè per i leopardiani il miglior piazzamento di tutti i tempi in serie D. Se a tutto questo aggiungiamo che nella prossima stagione il talentuoso attaccante classe 1995 Federico Palmieri, cresciuto nel vivaio della Recanatese, vestirà la casacca del Carpi (Serie B), rende ancora meglio l’idea di quanto entusiasmante sia stata l’annata per i colori giallorossi. Tra gli artefici di questi importanti traguardi c’è Alberto Virgili, coordinatore dell’area tecnica e preparatore atletico della Recanatese

Qual’è stato il segreto di questa stagione?

I troppi pareggi hanno fatto venire fuori il vero valore di questo gruppo solo nella parte finale e per questo abbiamo sofferto più del dovuto. Poi abbiamo trovato una continuità nei risultati e riuscendo a concludere il campionato oltre ogni più rosea aspettativa. In tempi non sospetti avevo già detto che la squadra per le sue potenzialita non meritava di occupare i bassifondi della classifica.

Quali sono state le difficoltà e le soddisfazioni nel ricoprire il ruolo di coordinatore dell’area tecnica?

All’inizio della scorsa stagione la società mi ha dato fiducia affidandomi un nuovo ruolo e vista la mia lunga permanenza a Recanati ed una seconda pelle di colore giallorosso, non potevo tirarmi indietro anche alla luce del rapporto di grande stima e fiducia che nutro nei confronti dei dirigenti della Recanatese. Nonostante sono vent’anni che lavoro nel mondo del calcio, allestire una squadra di serie D era per me pur sempre una novità assoluta e quando svolgi delle mansioni per la prima volta è naturale avere qualche preoccupazione in più del dovuto. Eravano reduci da una stagione finita male, la squadra era da rifare ed un’ulteriore difficoltà era rappresentata dall’incertezza della categoria che avremmo disputato.

La soddisfazione è aver raggiunto la salvezza che poi è diventata paradossalmente quinto posto e comunque posso dire di aver fatto ogni scelta nella massima serenita, con grande impegno e scrupolosità, senza mai sottrarmi alle mie responsabilità.

Il momento più difficile e quello più esaltante di questa stagione?

Il momento più difficile è stato l’esonero di Pierantoni e se un allenatore non ha completato la stagione è giusto che mi assuma le mie responsabilità perchè probabilmente avrei dovuto supportarlo di più o curare maggiormente qualche aspetto in particolare. Ma non per questo rinnego la scelta fatta ad inizio stagione, reputo Pierantoni un allenatore molto preparato e gli auguro di poter tornare ad allenare in categorie importanti.

Di esaltante c’è il fatto che credo di aver scelto i giocatori giusti al momento giusto. Grandi uomini prima che bravi calciatori, persone mature e responsabili che fin da subito hanno sposato la nostra causa e che grazie alle loro qualità tecniche e morali hanno contribuito a tirarci fuori da una brutta situazione.

Com’è stato lavorare al fianco di un allenatore esperto come Daniele Amaolo?

E’ un tecnico preparato che conosce molto bene la categoria ed i giocatori. Mi ha sempre dato fiducia come suo collaboratore, non posso che avere un giudizio positivo su di lui.

Sappiamo che sei una persona molto riservata ma per una volta ti chiediamo di “sbottornarti”. A chi dedichi questa stagione?

Una dedica va alle persone che mi stanno vicino quotidianamente, sia nella vita privata, quindi alla mia famiglia, che i collaboratori ed alla società che mi ha dato questa opportunità sostenendomi costantemente.

L’accordo tra Recanatese e Carpi per Palmieri è una bella ciliegina sulla torta per una società da sempre focalizzata sulla formazione e la crescita dei giovani del vivaio?

Dare possibilità ad un nostro ragazzo di giocare tra i professionisti è motivo di grande orgoglio per noi, inoltre Palmieri ha dimostrato di meritare certi palcoscenici. L’operazione Palmieri è solo la punta dell’iceberg di un progetto partito diversi anni fa e spero che faccia da volano per il nostro settore giovanile. E’ chiaro che non possiamo pretendere ogni anno che venga conclusa un’operazione del genere; come settore giovanile ci sono aspetti da migliorare e su cui dobbiamo lavorare, ma resta fermo l’impegno di fare il massimo per quelle che sono le nostre possibilità. Siamo una piccola società e nel nostro piccolo dobbiamo cercare di fare le cose al meglio.

Strategie per il prossimo anno?

L’intenzione è quella di confermare il blocco dei giocatori più esperti in modo da avere una base da cui partire. La nuova serie D, che sarà una quarta serie a tutti gli effetti, presenterà delle difficoltà maggiori dovute ad un innalzamento del livello tecnico per i giocatori che dalla “vecchia” Lega Pro 2 scenderanno in D. Dovremo essere bravi a presentarci con una squadra competitiva che possa giocarsela con tutti.

Se dovessi fare un bilancio del settore giovanile?  

Quest’anno abbiamo avuto qualche risultato in meno in termini di classifica per quanto riguarda le squadre dell’agonistica. Questo però non è necessariamente un aspetto preoccupante. Nella Juniores, ad esempio, ci sono giocatori validi che potranno essere utili in prima squadra. Abbiamo affrontato il campionato Allievi con la maggior parte dei giocatori clase 1998 e cioè sotto età ed il girone regionale dove siamo stati inseriti era tra i più difficili. Nella categoria Giovanissimi avevamo una rosa piuttosto esigua e spesso siamo dovuti ricorrere all’innesto di qualche classe 2000. Comunque sono soddisfatto per l’idea di gioco che si è cercato di impostare e perchè ce la siamo giocata sempre con tutti senza mai essere le vittime predestinate. Mi sono complimentato anche con i ragazzi dei Giovanissimi cadetti più per come hanno giocato che per la vittoria del campionato che lascia il tempo che trova, visto che l’obiettivo di questa categoria è preparare i giovani calciatori ad affrontare i campionati regionali. 

Per quel che riguarda l’attività di base sono soddisfatto perchè c’è stato un discreto incremento negli iscritti, abbiamo cercato di lavorare nel migliore dei modi in tutte le categorie curando la formazione dei calciatori sia da un punto di vista fisico che tecnico e motorio.