Milan a rischio svalutazione, difficile la rincorsa all’Europa

La tanto agognata rimonta non è arrivata: il sogno milanista di approdare ai quarti è durato appena tredici minuti. Esattamente il tempo intercorso fra il gol di Kakà e la rete di Arda Turan che ha infranto le speranze di tutto il popolo rossonero. Oltre al malcontento di una tifoseria abituata a ben altre cavalcate, l'eliminazione dalla Champions e la probabile esclusione dalle prossime Coppe europee provocherà una svalutazione, come anticipato dall’articolo della Gazzetta qui linkato. Il mancato raggiungimento dei quarti di finale non ha permesso di usufruire degli otto milioni di euro di premio, previsti dall'Uefa per il passaggio del turno. Togliendo anche gli introiti di una eventuale partecipazione alla prossima Europa League, il rischio svalutazione diviene ancor più corposo e preoccupante. La formazione di Seedorf è solamente decima in Campionato, e difficilmente riuscirà a raggiungere il sesto posto (ultimo valevole per la qualificazione), distante al momento otto lunghezze.

Fuori dalla Coppa che ha vinto 7 volte, il Diavolo dovrà accontentarsi di guardare le grandi d'Europa sfidarsi nella strada che porta all'Estadio da Luz (sede della finale). Ed anche nella prossima stagione, i rossoneri potranno prendere parte alla Champions solo dalla poltrona di casa propria. Non è bastato il cambio di allenatore per risollevare le sorti della squadra, il problema sta più a monte del tecnico. La società guidata dal presidente Berlusconi, dall'ad Galliani e dalla nuova reggente BB continua ad operare una politica basata sui parametri 0 (vedi Essien, Honda, lo stesso Kakà) o su giocatori sopravvalutati (leggi Poli e Zapata). Quella del Milan pare proprio una rosa male assortita. Se poi nemmeno il tuo uomo migliore (sulla carta), ovvero Balotelli, riesce a darti quella spinta decisiva, allora non resta che constatare il fallimento di un'annata e ripartire da zero.

I numeri dei milanesi sono inquietanti, il primo dato che balza agli occhi è il numero di sconfitte (10) che supera quello delle vittorie (9), a fronte di otto pareggi. Il totale dei gol fatti a San Siro è sorprendente: in 13 partite sono soltanto 16 le reti a referto (una media di 1,23 a partita); ma sono i 26 gol subiti fuori casa il vero e proprio problema (quarto peggior risultato dell'intera Serie A). In totale sono 52 le reti subite dall'inizio dell'anno (in tutte le competizioni), già una in più del 2012/13. Impossibile non fare un paragone con il campionato precedente: i punti in meno rispetto alla stessa giornata di quello scorso risultano essere tredici (togliendo il Catania, che vanta un poco incoraggiante -22, la peggior differenza punti è appunto quella del Milan).

Tutto questo porterà l'intera rosa e anche l'allenatore olandese - su cui si allungano le ombre di Donadoni ed Inzaghi - ad essere sotto osservazione da qui a fine stagione. Ad undici giornate dalla fine del campionato, Seedorf dovrà rimboccarsi le maniche per chiudere in modo decoroso e costruire solide basi in prospettiva futura. Servirà unione di intenti tra società ed allenatore, ma serviranno soprattutto validi innesti (e quindi mettere mano al portafogli), per riportare il Milan a primeggiare prima in Italia e poi magari anche in Europa.