Milan: meglio puntare su Cristante che spendere 18 milioni per Nainggolan

Siamo in un periodo di vacche magre e anche questo calciomercato si preannuncia difficile per parecchie big di A che come spesso da anni accade aspettano di vendere qualche giocatore per poi avere la liquidità necessaria per andare a fare qualche colpo specialmente nell'ultima settimana quando le pretese calano e certi club desiderano scrollarsi di dosso qualche ingaggio oneroso per allegerire i bilanci.

La differenza fra le big del calcio italiano e quelle del calcio europeo è anche qui; le big d'europa prima comprano e poi si liberano dei giocatori in esubero qui da noi prima si vende e poi si compra.

Qualche spunto da questa prima settimana di mercato però si piò trarre, E' il caso dell'ex centrocampista del cagliari Radja Nainggolan fino a dicembre cercato da parecchie big fra cui Juve, Inter e Milan e in ultimo dato quasi per certo alla corte di Allegri al Milan fino a che all'ultimo minuto il club rossonero si è tirato indietro valutando troppo onerosa la richiesta di Cellino di 18 mln di euro per il cartellino del calciatore belga e lasciando campo aperto alla Roma che ne ha acquisito le prestazioni per il 50% con 9mln.

La domenica successiva dell'affare sfumato cosa ha fatto Allegri: ha fatto esordire per la prima volta dal primo minuto (seconda presenza stagione dopo 6 minuti finali giocati a Verona con il Chievo) il suo baby Bryan Cristante classe 1995 centrocampista eletto miglior calciatore nell'ultimo Torneo di Viareggio e lui lo ha ripagato con una prestazione maiuscola di assoluto livello con una traversa colpita ed una rete di pregevole fattura ma soprattutto facendosi vedere in mezzo al campo con una padronanza di gioco da veterano.

Avrebbe avuto lo stesso spazio il giovane Cristante se Nainggolan fosse arrivato a Milano?

Certamente no. Il Milan si sarebbe trovato nella necessità di mandarlo a giocare in prestito in qualche sociatà minore di A o in serie B per non vederne precluse le possibilità di esprimersi. Il giocatore anche dopo la prestazione di domenica scorsa dovrà sicuramente ancora crescere ma farlo giocando ed allendndosi accanto a campionati del calibro di Kaka, Montolivo, Balotelli etc. non è la stessa cosa di farlo magari in serie B in club che magari da te si aspettano molto.

Quindi per una volta applausi al Milan che ha saputo scegliere la strada della valorizzazione interna di un giovane rispetto al nome per la tifoseria. Questo esempio dovrebbe essere seguito anche dagli altri club soprattutto in tempo di crisi quando uno degli obiettivi societari è quello di aumentare il valore  patrimonio calciatori della società. Così facendo faranno anche il bene del calciatore, di tutto il movimento calcistico giovanile e anche della Federazione in ottica Nazionali.